HO INCONTRATO GESU'

Ringrazio Dio per come mi guarì accostandomi a Lui sotto la Tenda di Evangelizzazione.

Sono cresciuto in una famiglia di fede Evangelica. Mio nonno era un credente e prima di morire raccomandò i suoi figli al Signore, così in risposta alle sue preghiere, mio padre, pur sposandosi fuori della Chiesa Evangelica, a causa di mia madre, diventò prima un simpatizzante e poi un credente fervente..

La prima volta che entrai in una Chiesa Evangelica avevo quattro anni, ricordo che in quell’ occasione imparai a rivolgermi a Dio con semplicità di cuore, proprio come richiede Gesù. All'età di otto anni, in una riunione di preghiera a casa mia, ricevetti un tocco particolare da parte del Signore e incominciai a parlare in lingue. Quel giorno altri bambini fecero la mia stessa esperienza, tra cui anche mia sorella.

Passato quel periodo incominciai a raffreddarmi spiritualmente, a motivo che la mia famiglia non era stabile in una comunità ed io ne risentii molto anche perché era il periodo della mia adolescenza, per cui venivo attratto di più dai piaceri mondani, dalla moda, volevo andare di pari passo col mondo, aderendo alle correnti di pensiero del momento.

Fu così che lasciandomi trascinare dalle passioni carnali mi ribellai a quello che mi era stato insegnato nella Chiesa Evangelica, non volevo essere diverso dagli altri miei coetanei per paura di essere discriminato. Provavo vergogna nell'essere figlio di Evangelici e tanto meno volevo parlare di Gesù. Cominciai a provare dei sentimenti di ribellione verso mio padre, che consideravo troppo severo e rigido, incominciai anche ad accusare Dio per le ingiustizie e le sofferenze del mondo.

Ormai ero Influenzato dalla mentalità di questo mondo corrotto, accettavo i principi e gli insegnamenti che negavano la veridicità della Bibbia, credevo nell'evoluzione dell'uomo come frutto del caso. In me crebbero sempre più dubbi ed incredulità che scacciavano sempre più dal mio cuore quella semplice fede che avevo ricevuto da bambino. Il diavolo aveva seminato i suoi semi mortiferi nella mia anima allontanandola sempre più da Dio. Però quell’ allontanamento provocava dentro di me dei sentimenti negativi, di vuoto, di solitudine, di angoscia, paure, noia ed insoddisfazione e questi fecero di me un ragazzo timido, introverso e diffidente.

Nonostante tutto però continuavo a frequentare la Chiesa, ma il mio cuore era indurito e non provavo alcuna soddisfazione. Avevo un'apparenza di un religioso, onoravo Dio con la bocca, mentre il mio cuore era lontano da Lui.

All'età di 15 anni entrai in una fase nuova della mia vita spirituale quando incontrai il gruppo della missione itinerante "Cristo è la Risposta". Quando partecipavo alle loro riunioni sperimentavo qualcosa di nuovo: la mia coscienza che prima si era addormentata, improvvisamente venne risvegliata attraverso l'ascolto della Parola di Dio.

Una sera siamo andati avanti al pulpito, quando ci fu l’appello alla salvezza, insieme con mio padre e mia sorella ci siamo accostati, mentre mia sorella veniva toccata dalla presenza del Signore, io apparentemente rimasi indifferente, ma qualcosa era successo dentro di me, incominciai a sentire la necessità di avvicinarmi a Dio e la certezza di sentirmi salvato. Come conseguenza di quella esperienza decisi di battezzarmi. Incominciai a leggere assiduamente la Bibbia, a frequentare le riunioni. Quando leggevo la Parola di Dio, avvertivo che il Signore leggeva la mia anima, mi mostrava le cose che avevo fatto, per la società erano cose da niente, ma per Lui erano i peccati che avevo commesso. Malgrado questo resistevo ancora al Signore e per circa tre anni andai avanti con questo combattimento interiore, non riuscendo ad aprire il mio cuore a Dio, qualcosa mi bloccava e mi faceva sentire male, non comprendevo come il peccato fosse radicato dentro di me, mi cullavo in quel sentimento ingannevole che dopo tutto "non ero un grande peccatore".

Dietro consiglio del mio Pastore dedicai ogni giorno del tempo di preghiera per il mio caso; anche lui mi aveva promesso che avrebbe pregato per me. Ma proprio in quel periodo le difficoltà aumentarono, ero anche molto preoccupato per gli esami di stato che dovevo affrontare e per altri motivi non frequentai per diverse settimane. 

Per quelle circostanze di vita il Signore mi venne incontro. Una mattina ero solo in casa e sentivo una strana inquietudine interiore, qualcosa dentro di me mi turbava, aprii la Bibbia e lessi nella prima lettera di Giovanni al capitolo 3, il versetto 1 dove sta scritto:"Chiunque odia suo fratello è un omicida". Quelle parole mi trafissero il cuore come una spada e mi portarono ad umiliarmi davanti alla presenza di Dio, confessando

 

 

e riconoscendo che ero un grande peccatore. Lo pregai, finalmente con tutto il cuore, di perdonarmi e sperimentai una grande liberazione interiore, venne dentro di me una pace profonda, un amore infinito ed una gioia ineffabile e la certezza della vita eterna per il Sangue di Gesù. In quei momenti di ebbrezza divina dichiarai al Signore che gli donavo tutta la mia vita, arrendendomi a Lui esprimendogli il mio desiderio di servirlo in qualunque modo avesse voluto.

                                                                       F. V.

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